Febbraio - questo mese parliamo di allergia al NICHEL con il Dottor Bianchini

Il Nichel è un metallo a diffusione pressoché ubiquitaria ed è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana in quanto è contenuto in molti oggetto metallici di uso comune.

Esso è contenuto anche in molti alimenti:
avena, cacao, cioccolato, fagioli, lenticchie, mandorle, nocciole, pere, soia, spinaci, pomodoro, aringhe, asparagi, birra, vino, cibi inscatolati, cipolle, farina grano tenero, funghi, lattuga, uva passa, thè ecc. (l’elenco non è esaustivo).

Il nichel è responsabile di una patologia fino a pochi anni fa sconosciuta: Systemic Nichel Allergy

Sindrome (SNAS).

La clinica della SNAS è caratterizzata essenzialmente da sintomi a carico della cute (con riacutizzazione di eczemi da contatto e comparsa di orticaria talora associata ad angioedema) e sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale (con meteorismo, dispepsia, coliche, vomito e/o diarrea e sintomi da reflusso gastro-esofageo) in occasione dell’ingestione di cibi ad alto contenuto di nichel.

La diagnosi si basa sull’anamnesi, sulle diete di “esclusione” e test di “scatenamento”, sul patch test.

Quando la dieta non funziona o non è eseguibile, per problematiche nutrizionali che essa comporta, è possibile praticare una terapia desensibilizzante (vaccino) che consiste nell’ingestione di compresse a base di nichel (Tionichel) a dosaggio crescente.

Il trattamento desensibilizzante, una volta iniziato,per essere efficace va eseguito per un congruo periodo di tempo.



Il Dott. Bianchini vi da appuntamento per la prossima primavera con nuovi approfondimenti in tema di allergie